La “sindrome di Burnò”?

Per questo post mi spiace ma devo partire da una notizia luttuosa: la morte dell’ex allenatore della squadra tedesca del Bayer Leverkusen, Sascha Lewandowski. Ne stanno parlando un po’ ovunque perché il fatto è recente. Ne ha parlato fra gli altri anche un tg, qui il video (la notizia arriva a 25’50”).

Fatto salvo il dispiacere per il fatto in sé e per il possibile retroscena, che rende la cosa se possibile ancor più triste (qualcuno sospetta un suicidio), quando ho sentito la tv sono rimasta per un po’ a interrogarmi su cosa fosse questa fantomatica “malattia da stress di origine nervosa” di cui lo sfortunato Lewandowski avrebbe sofferto: secondo la giornalista, infatti, egli era affetto dalla “Sindrome di Burnò”.  Un rapido ripasso della nosografia clinica a me nota non ha dato frutti. Poi mi è venuto un sospetto, confermato quando ho trovato il testo della notizia sul sito della Gazzetta, identico (immagino dipenda dal fatto che avranno usato come fonte la stessa notizia d’agenzia).

Questo famigerato “Burnò” non era un medico francese che aveva dato il nome a una malattia a me sconosciuta, ma più banalmente il “burnout” (o anche staccato: “burn-out” con o senza trattino). Si tratta di un fenomeno purtroppo ben noto perché molto frequente in chi svolge mestieri ad alto tasso di pressione emotiva, in cui il carico psicologico è tanto intenso da esporre al rischio di un grave logoramento psichico. Un tempo se ne parlava esclusivamente a proposito delle cosiddette professioni di aiuto (medici, assistenti sociali, insegnanti, psicologi, ecc.) ma poco per volta il concetto si è andato allargando e oramai non è raro usare questa terminologia a proposito di qualsiasi tipo di lavoro.

Un piccolo appunto alla pronuncia, che in questo caso non è una pedanteria perché è proprio a causa della pronuncia sbagliata che non si arrivava a capo di nulla: siccome, come dicevo, “burn-out” non è una parola francese ma inglese, se la pronunciate “burnò” costringerete il vostro interlocutore a lambiccarsi il cervello, come ho fatto io, per capire cosa diavolo sia questa sconosciuta sindrome. Pronunciatela correttamente, all’inglese: “burn (dove la u prende quel suono indistinto che sta a metà fra a-e-o) aut” e sarete compresi immediatamente.

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